Nei laghi e negli stagni temporanei delle isole Svalbard vive un piccolo crostaceo capace di offrire indicazioni preziose sul futuro degli ecosistemi artici. Si chiama Lepidurus arcticus, misura pochi centimetri e depone uova in grado di resistere alle temperature estreme dell’inverno polare, per poi schiudersi durante la breve estate dell’Artico.
La sua sopravvivenza dipende da un meccanismo estremamente preciso. L’organismo deve infatti sapere quando interrompere la propria attività, entrando in una fase di dormienza, e quando riattivarsi per sfruttare le poche settimane favorevoli alla crescita e alla riproduzione. Un errore nella lettura dei segnali ambientali può compromettere non soltanto la specie, ma anche gli equilibri dell’intera catena alimentare.
Il progetto internazionale coordinato dall’Università del Salento
È attorno a questo delicato meccanismo biologico che ruota il progetto internazionale “Light, Time, Clock and Clime: seasonal and climate effects on Lepidurus arctic…
